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La prestazione, la priorità dell’atleta

Ho conosciuto Fabio tramite il suo libro, Homo Vegetus. Sono una fervida sostenitrice del “siamo quello che mangiamo”. So che quello che introduco nel mio corpo può fare la differenza nella vita di tutti i giorni e a maggior ragione durante i miei allenamenti. Non solo cosa mangio ma anche quando lo mangio può fare la differenza. Sono sempre in cerca di nuovi spunti, dritte e suggerimenti. Non cerco un modello dietetico magico, in grado di assicurarmi la prestazione vincente. Quello che vorrei trovare è una strategia alimentare che mi consenta di raggiungere la mia migliore prestazione.

Fabio, chinesiologo e posturologo, ha un curriculum molto fitto:

  • ha una laurea magistrale in scienze motorie preventive ed adattate;
  • un master universitario in posturologia clinica e uno in Nutrizione Clinica;
  • è conoscitore della medicina tradizionale cinese, pratiche orientali e energetiche oltre che conoscitore della Medicina Integrativa Unificante del Dott. Nader Butto

Si definisce terapista del benessere Psico-Fisico-Emotivo-Spirituale.

Ho trovato il suo libro molto interessante e di forte ispirazione. Per questo motivo insieme abbiamo deciso di dedicare una serie di articoli sul mio blog per cercare di fare un po’ di chiarezza su come uno sportivo si dovrebbe alimentare per trarre il massimo beneficio.

Questo primo articolo è dedicato alla prestazione, che dovrebbe essere la priorità per ogni atleta di qualsiasi livello.

Come fare per raggiungere la migliore?

Un atleta che vuole eccellere nella sua prestazione deve focalizzare tutte le sue forze su di essa e non può permettersi il lusso di disperdere energie in digestioni difficili. Un’alimentazione sana, naturale e consapevole non solo aiuta a sfruttare al meglio tutte le energie, ma agevola il corpo e lo prepara in tutta leggerezza allo sforzo fisico. 

Gli atleti sono ossessionati dai cosiddetti “cali energetici”, pochi sanno invece che il corpo difficilmente va “in riserva” e viene sempre data la priorità all’attività più importante per la nostra sopravvivenza. Questi concetti ci fanno capire il perché prima, durante e dopo una prestazione, gli unici cibi da assumere sono quelli naturali, leggeri e acquosi. 

Il corpo è una macchina costruita e collaudata in modo minuzioso e utilizza le energie in modo conveniente per svolgere al meglio le sue funzioni, riassunte in quattro gruppi: 

  1. Metabolismo basale: comprende le funzioni atte a tenerci in vita in una condizione di riposo senza sforzi. 
  2. Vita di relazione: comprende tutte le attività che svolgiamo dal momento in cui ci svegliamo a quando ci riaddormentiamo. L’attività fisica fa parte di questo gruppo.
  3. Processo digestivo: comprende masticazione, digestione, assorbimento e assimilazione degli alimenti. 
  4. Pulizia del sistema: disintossicazione dalle scorie metaboliche attraverso gli organi emuntori (reni, fegato, polmoni e pelle). 

Il vero segreto per rendere al meglio nella vita e nello sport è fare in modo che la priorità dell’organismo sia sempre la nostra vita di relazione e le energie utilizzate per i processi di digestione e disintossicazione vengano ridotte al minimo indispensabile.

Si passa una vita intera cercando con speranza una dieta miracolosa, che faccia sentire forti, pieni di vigore e potenti, con l’aggiunta di chissà quali alimenti eletti presenti nell’Olimpo dei cibi da campione. Invece tutto quello che gli sportivi dovrebbero fare è coltivare un orto, un campo con alberi da frutto e cogliere il tutto quando è giunto a maturazione, seguendo il ritmo delle stagioni.

Una dieta bilanciata, ricca di carboidrati vivi a moderato contenuto di grassi buoni e un adeguato apporto proteico, è tutto ciò che serve per migliorare le prestazioni e recuperare in fretta le energie spese, ricordandosi di privilegiare cibi ricchi di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti.

Il carburante ideale per una prestazione eccellente non sono le proteine, bensì il carboidrato vivo che è presente nella frutta e nei cereali integrali.

Fondamentali sono anche i succhi della frutta e quelli di verdura cruda che alimentano l’organismo, rispettano l’equilibrio acido-alcalino, sono ricchi di clorofilla e mineralizzano il corpo.

Quanto detto non fa parte di un decalogo di leggi appartenenti ad un regime alimentare dittatoriale, l’atto di cibarsi deve rappresentare sempre un momento godereccio e piacevole, che predilige quei cibi sani e naturali a vantaggio della salute generale. Lo sportivo ha un’ottima conoscenza del proprio corpo, non gli resterà che ascoltare anche le sue papille gustative e godersi le sue nuove prestazioni. 

I TRE PRINCIPI FONDAMENTALI PER UNA PERFORMANCE SPORTIVA MIGLIORE 

L’esercizio fisico e l’attività sportiva sono fondamentali per favorire il pieno sviluppo dell’organismo e per promuovere e mantenere uno stato di salute ottimale.
L’alimentazione rappresenta la fonte di sostegno dei bisogni energetici degli sportivi.

Non serve vagare alla ricerca di formule alimentari miracolose o intrugli farmaceutici per ottenere il massimo dal proprio organismo e per migliorare le qualità motorie.
La soluzione è semplice e si traduce in tre principi fondamentali. 

Primo principio

“È essenziale ricorrere ad un’alimentazione sana e naturale che rispetti la fisiologia umana”

Il carburante ideale è costituito da frutta fresca, verdure, cereali integrali, legumi, semi e frutti oleaginosi, alimenti con caratteristiche uniche, a basso indice di digeribilità, di veloce assimilazione e che non creano tossiemia. Ebbene, sono proprio questi cibi il segreto per acquisire le condizioni ideali per lo sportivo, per una buona riuscita della sua prestazione. 

Secondo principio

Forza, Vitalità e Resistenza durante lo sforzo si esprimono solo se l’organismo è in uno stato di leggerezza ed è libero da ostruzioni”

Non è altro che la sintesi di questa formula: V = F – O

V rappresenta la vitalità, ovvero le capacità necessarie alla prestazione; 

F è la forza che muove il corpo, l’organismo e che gli da la possibilità di essere efficiente anche in assenza di cibo;

O è l’ostruzione costituita da materie estranee, tossine, muco e farmaci. 

Terzo principio

Le energie indispensabili per la prestazione sono state immagazzinate nel periodo che la precedono, non solo nel giorno stesso”

Molti pensano che il rendimento derivi dal cibo assunto poco prima della gara, invece, nel giorno stesso, bisogna far spendere al corpo meno energie possibili per i processi di digestione e di eliminazione. Tutto ciò è indispensabile per avere un organismo totalmente a disposizione dello sforzo. Le energie necessarie a correre una maratona o a pedalare 200km non si attingono da ciò che si ha mangiato a pranzo, ma dai cibi che vengono assimilati nelle settimane precedenti alla prestazione.

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From running to cycling: la bici
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