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Valtellina Wine Trail

Sei giorni dopo la maratona di New York, dopo essere rientrata in Italia da meno di 24h, la mattina di sabato 10 novembre mi sono messa in macchina in direzione Sondrio: avevo un Valtellina Wine Trail da correre.

Quando mi è stato chiesto di far parte del team BV Sport, sponsor tecnico dell’evento, e quindi di partecipare alla gara il mio primo pensiero è stato “ma non è nemmeno a una settimana dalla maratona!”. Già l’anno scorso, a distanza di 7 giorni dalla maratona di Valencia ho corso una strepitosa mezza maratona di Milano, senza accusare la stanchezza dei 42k. Questa volta però avrei dovuto affrontare un trail di 21km con la bellezza di 950m di dislivello. Si trattava di alzare di un gradino l’asticella della difficoltà. Più ci pensavo e più la decisione prendeva forma nella mia mente. Avrei corso il Valtellina Wine Trail.

Durante il viaggio in macchina ero tranquilla, avevo riposato bene durante la notte senza che il jet lag interrompesse il mio sonno, non c’era nulla che mi turbasse, anzi, avevo una gran voglia di rimettermi il pettorale e correre!

Arrivata in piazza Garibaldi a Sondrio dov’era allestito l’expo della gara, ho raggiunto lo stand dello sponsor tecnico e ho incontrato i miei compagni di squadra. BV Sport, marchio leader nell’abbigliamento a compressione, mi ha fornito alcuni capi che mi potessero accompagnare nella gara di trail running:

  • i famosissimi Booster Élite che avrebbero reso più brillante la mia performance alleviando la sensazione di fatica;
  • le calze corte da trail STX EVO, con linguetta di protezione che avrebbe impedito ai sassi di entrare nelle scarpa, senza cuciture e rinforzate sulla pianta del piede per un migliore appoggio;
  • i pantaloni CSX (Selective Compression Xperience) che avrebbero razionalizzato la biomeccanica muscolare grazie al tessuto in mesh, migliorando il ritorno venoso e limitando le vibrazioni;
  • la t-shirt tecnica Nature3 a manica corta da indossare a diretto contatto con la pelle, costituita da un intreccio di maglie in grado di dare il giusto livello di compressione a ciascun distretto muscolare;
  • i manicotti ARX con zone di compressione e fibre di tessuto “bones fiber” che avrebbero garantito la massima traspirabilità ed evacuazione del sudore;
  • la nota visiera del brand.

 

Giusto il tempo di scambiare quattro chiacchiere e scattare qualche foto ed era già tempo di recarsi al campo sportivo di Chiuro dov’era fissata la partenza della 21k.

Il tempo era molto variabile e ci ha illuso fino all’ultimo facendoci credere di correre sotto un caldo sole autunnale quando invece, di punto in bianco, banchi di nuvole hanno coperto il cielo facendo abbassare le temperature. Nell’attesa di partire ho fatto qualche giro di pista del campo sportivo come riscaldamento e alle 14 in punto la gara è iniziata.

Già dai primissimi km si è presentata la salita, resa più dolce dallo splendido paesaggio che mi ha regalato l’intera vallata che si estendeva sotto di me, per poi proseguire con il passaggio all’interno della nota cantina Nino Negri in mezzo alle barriques (botti) di vino, in un ambiente che profumava di mosto d’uva, profumo che ho ritrovato attraversando i numerosi terrazzamenti sui quali si è snodato il percorso della gara.

Mi sono goduta ogni minuto del viaggio che da Chiuro mi ha ricondotto in piazza Garibaldi a Sondrio, un viaggio immersa nella natura in cui mi sono riscoperta ancora una volta più forte. Nessuna salita, nessuna rampa di scale, nessun terreno dissestato ha ostacolato la mia corsa. Più il percorso diventava difficile più diventavo forte e trovavo l’energia per andare avanti. All’inizio della mia carriera di runner le salite mi spaventavano, ora non più. Ho tanto ancora da imparare della tecnica della corsa in montagna per riuscire ad essere più performante ed efficiente, soprattutto durante la discesa, ma per questo avrò tempo. Sento già di aver fatto dei grossi passi in avanti.

Ho tagliato il traguardo in 2h 28’ 44’’ con tanto di sprint finale. Ho provato una sensazione di estrema felicità per essere riuscita in un’impresa un po’ folle, forse anche un po’ rischiosa per la mia forma fisica, ma che sono riuscita a fronteggiare e portare a termine nel migliore dei modi, sorprendendo gli altri ma in primis me stessa. Sono una ragazza spinta da una grande passione che non riesce proprio a dire di no quando le si prospetta la possibilità di calcare nuovi sentieri, ovviamente di corsa!

Il tempo per riposare è arrivato domenica, grazie anche all’aiuto delle calze da recupero BV Sport PRORECUP ELITE EVO che hanno favorito la ricezione da parte delle fibre muscolari, dei tendini e dei legamenti di sangue ossigenato, velocizzando i tempi di recupero.

Un grazie particolare va a BV Sport per avermi dato la possibilità di far parte del suo team e partecipare al Valtellina Wine Trail, gara unica e affascinante, ambizione di tutti i trail runner.

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New York City Marathon 2018
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