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Maratona dles Dolomites

Cose che ho imparato partecipando alla Maratona delle Dolomiti:

  • si può “correre” una maratona anche in bici;
  • la bici si lava il giorno prima della gara perché ci si presenta sempre sulla linea di partenza con la bici pulita;
  • il cambio elettronico è una figata, fino al momento in cui una leva perfettamente funzionante decide di morire improvvisamente dopo la seconda di sette salite in programma.

Questi sono alcuni degli aneddoti che sicuramente hanno caratterizzato la mia partecipazione alla 39ª Maratona delle Dolomiti, un evento che per ogni ciclista rappresenta quello che per un runner simboleggia la maratona di New York.

Maratona dles Dolomites, l’evento

Per chi arriva dal mondo del running, la maratona è una gara lunga 42 km 195 metri. La Maratona delle Dolomiti invece è una gara ciclistica che ha tre opzioni di percorso:

  • iI Sella Ronda (o il Corto) di 55 km e 1.780 metri di dislivello;
  • il Medio di 106 km e 3.130 metri di dislivello;
  • il Lungo di 138 km e 4.230 metri di dislivello.

Chi partecipa può decidere strada facendo quale percorso scegliere, senza doverlo dichiarare in anticipo in fase di iscrizione. La partenza è unica ed avviene per griglia di assegnazione, esattamente come succede nelle gare podistiche. Il numero massimo di partecipanti è 8.000. Quest’anno erano presenti circa 7000 uomini e 1000 donne provenienti da 78 paesi. I primi hanno attaccato il piede sul pedale alle 6:30 dalla località La Villa, adiacente a Corvara, in direzione del primo passo comune a tutti e tre i percorsi: il Campolongo. A seguire il Pordoi, il Sella e il Gardena. Con l’arrivo a Corvara ci si trova davanti il primo bivio che pone davanti alla prima scelta da prendere: fermarsi al termine del classico giro dei quattro passi (il Sella Ronda) o proseguire per il percorso medio o lungo. Io ho deciso di proseguire. Così ho fatto una seconda volta il Campolongo prima di arrivare al secondo ed ultimo bivio: da una parte il percorso medio che prevedeva affrontare subito il Passo Falzarego e il Valparola; dall’altra il percorso lungo prevedeva di affrontare il Gaiu, probabilmente il passo più duro e insidioso, e solo dopo Falzarego e Valparola. Senza tralasciare la ciliegina sulla torta per il gran finale: il Mür dl Giat (Muro del Gatto), una salita tanto breve quanto angusta pronta a darti il colpo di grazia proprio a un colpo di pedale dall’arrivo.

Se si “sopravvive” a questi 0.4 km con una pendenza media del 13.4% e una pendenza massima di 18.6%, è fatta. Basterà tornare a Corvara per tagliare il traguardo, lasciare la bici nel deposito custodito e iniziare il protocollo post gara: bere e mangiare a volontà. Peccato solo per la mancanza di un’opzione vegan tra le proposte di Giovanni Rana, responsabile del pasta party allestito dentro il grande palaghiaccio cittadino. In mancanza d’altro, sono comunque riuscita a rimediare con una birra e un paio di vaschette di patatine fritte per tamponare la fame chimica che mi ha assalita dopo circa 8 ore di pedalata. Confido che vista l’attenzione sul tema dell’ambiente e della sostenibilità, alla prossima edizione non mancherà anche una proposta 100% vegetale.

Maratona dles Dolomites, il tema

Ogni anno la Maratona delle Dolomiti si fa portavoce di una tematica sempre diversa: per questa 39ª edizione il tema conduttore è stato la pace (Pax).

“La pace è una scelta che si vive giorno dopo giorno, anche nelle circostanze più avverse”.

Queste parole pronunciate da Michil Costa, presidente del Comitato Organizzatore della Maratona delle Dolomiti, hanno l’intenzione di portare l’attenzione su un’altra tipologia di pace, da intendere non soltanto come assenza di conflitti. Si può provare una sensazione di pace anche camminando, correndo, facendo fatica e ovviamente pedalando. Quest’anno la Maratona ha voluto portare e diffondere un senso di pace nel lungo “serpentone” internazionale di ciclisti che hanno riempito le strade dei passi dolomitici.

Il tema della pace è raffigurato con un logo piuttosto originale realizzato da Manuel Bottazzi e riprodotto sulla maglia ufficiale della manifestazione, realizzata da Castelli Cycling. Partendo dalla bandiera della pace, un simbolo ormai inflazionato che ha perso l’originaria potenza comunicativa, Manuel ha pensato di sfocare le linee unendo e mixando i colori per riprodurre un effetto volutamente disordinato. Perché la pace non è facile come viene rappresentata dalla bandiera. Al contrario è complessa e dai confini sfocati, esattamente come il logo della MDD. Un evento che si sviluppa sul territorio e grazie alla collaborazione di tutta la comunità territoriale, come lo dimostrano le medaglie in legno d’acero prodotte interamente a mano e in loco. È nel forte spirito comunitario che risiede il successo nonché la forza di un evento così speciale e famoso in tutto il mondo.

Maratona dles Dolomites, la mia esperienza

Non era la prima volta che pedalavo al cospetto delle Dolomiti. Nel 2022 c’è stata una prima occasione a luglio con il gruppo degli Assault to freedom e ad agosto sono tornata in compagnia di Mattia durante l’Alpi Tour, il viaggio in bikepacking che ci ha visti partire da Trieste ed arrivare dopo 21 giorni no-stop a Ventimiglia. Sono passati 4 anni dalla mia ultima visita e, se da un lato ho scoperto che alcune delle sensazioni di stupore e meraviglia erano ancora vivide dentro di me, dall’altro ho provato l’emozione di chi scopre la magia di un luogo nuovo. Ho sempre l’impressione che la maestosità delle Dolomiti abbia il potere di riportare ordine nel caos moderno in cui viviamo: dall’alto della loro eleganza guardano in basso verso di noi, in veste di amiche che ci allietano con la bellezza della natura ma pronte a diventare nostre “nemiche” nel momento in cui volteremo loro le spalle, con i nostri comportamenti che minano l’equilibrio della natura.

In questa nuova occasione mi sono presentata alla linea della partenza senza un’adeguata preparazione in bici. Nei mesi precedenti la gara ho scelto di focalizzarmi sulla preparazione della mia 7ª partecipazione alla Monza Resegone. Di conseguenza le uscite in bici sono state poche e concentrate nelle ultime settimane di giugno, nel pieno della morsa del caldo africano che non ci ha dato tregua né di giorno né di notte. A dirigere distanze e dislivelli sempre lui, Matteo, il mio fidato coach che in questa occasione ha smesso i panni di allenatore per vestire quelli di amico. Da habitué dell’evento ho lasciato a lui l’intera organizzazione della trasferta che, ammetto, è stata pressoché impeccabile. Abbiamo condiviso il viaggio, la casa, i pasti, un tempo indefinibile di chiacchiere, racconti, risate e confessioni, un po’ come si fa tra fratelli. Nel corso di questi 10 anni di conoscenza e coaching, tra alti e bassi, abbiamo costruito un rapporto solido e duraturo di stima e fiducia reciproca, abbastanza raro al giorno d’oggi in cui la maggior parte dei rapporti si esaurisce nel giro di poco più 24h come fosse una story di Instagram. Matteo è stato al mio fianco nel 2019 quando ho corso la 100km del Passatore, mi ha portato a pedalare sui miei primi passi alpini nel 2021, e anche in questa occasione mi è stato accanto, mettendomi letteralmente e praticamente una mano sulla spalla per spingermi avanti quando rischiavo di fermarmi impossibilitata a cambiare i rapporti dal momento in cui la leva destra del mio cambio elettronico ha deciso di “morire” subito dopo il Passo Pordoi. Nel resto del tempo, gestendo manualmente il cambio con un assetto da salita e uno da discesa, sono riuscita a fronteggiare l’imprevisto e tagliare il traguardo con il sorriso e mano nella mano con il mio compagno di sventura/avventura.

Maratona dles Dolomites, un sodalizio d’eccellenze

Oltre a Matteo, insieme a me sulle Dolomiti c’è stato Nuncas, il partner che mi ha permesso di prendermi cura della pulizia e manutenzione di tutto il materiale che mi è servito per affrontare la gara splendida splendente. A partire dalla linea Sportswear con il pre trattante e detergente con cui ho lavato i capi d’abbigliamento, lo spray antiodore e igienizzante per le scarpe e il casco e poi lei, la “card” deodorante da tenere nella borsa che evita la formazione di cattivi odori. Senza dimenticare lo sgrassatore sviluppato su richiesta di Colnago per il lavaggio profondo ma al tempo stesso non aggressivo del telaio, della catena e del pacco pignoni. Nei pressi dell’area espositiva del villaggio della Maratona Nuncas ha allestito Clean Up Your Bike un apposito stand per lavare la propria bici sia prima che dopo la Maratona al quale si poteva accedere gratuitamente previa prenotazione dello slot orario. L’occasione ideale per testare l’efficacia dei prodotti ed avere la bici sempre pulita. Nuncas, ormai da diversi anni sponsor dell’evento, ne condivide i valori di eccellenza, passione sportiva e cura meticolosa del dettaglio. L’unione di queste due realtà permette di affiancare alla ricerca della massima prestazione atletica di chi partecipa alla Maratona la manutenzione e cura dell’attrezzatura in ogni sua componente.

Maratona dles Dolomites, un 2027 Harder, Better, Faster, Stronger

La 40ª edizione è già nell’aria e in Alta Badia sono già al lavoro per dare vita a un altro evento destinato a rimanere impresso nella memoria di tutti i partecipanti. Il fil rouge su cui si svilupperà l’intera manifestazione sarà una specie di ritorno alle origini dell’uomo, il cui corpo è un insieme di vibrazioni ed energia. Il tema della 40ª edizione della Maratona delle Dolomiti richiama l’essenza primordiale dell’essere umano, ovvero la musica: müjiga (musica in lingua ladina) sarà il tema della Maratona 2027. La musica rappresenta un linguaggio universale capace di azzerare le differenze, unire e conciliare proprio come fa lo sport, che rende tutti uguali nella fatica del gesto atletico, proprio come accade da quarant’anni sulle strade delle Dolomiti. A dettare il ritmo saranno i Daft Punk con la loro intramontabile successo Harder, Better, Faster, Stronger, la colonna sonora che farà da sottofondo all’evento. Io non vedo alternativa, se non quella di tornare per essere testimone della grande festa che ci sarà sulle strade dolomitiche chiuse al traffico invase da ciclisti provenienti da ogni parte del mondo.

Ma c’è anche un altro evento di cui mi piacerebbe essere testimone e che debutterà con la sua prima edizione il prossimo autunno: è la enrosadira trail, una gara di trail running che si sviluppa su tre distanze (20, 40, 55 chilometri). I percorsi attraversano le ‘Viles’, gli antichi borghi ladini, che raccontano le origini e la storia autentica di un territorio che rappresenta il cuore pulsante dell’Alta Badia. Correre al cospetto dei Giganti, Patrimonio Naturale dell’UNESCO, vestiti delle luci e dei colori autunnali è una di quelle esperienze che penso valga la pena vivere in prima persona più che attraverso i racconti di altri. Perciò la data da segnare a calendario è 9-10 ottobre. Ci vediamo a La Val 😉

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