BlogPensieri di corsa

Accettare la stanchezza

[…] questa settimana c’è da recuperare bene… cercare di ritrovare un po’ di brillantezza e qualche sensazione positiva […] 

Sono solo alcuni estratti delle mail ricevute dal mio coach nelle ultime settimane. Sono anni che Matteo ed io lavoriamo insieme. Atleticamente parlando posso dire con assoluta certezza che sia la persona che mi conosce meglio di chiunque altro. In certi casi anche più di quanto possa conoscermi io. Sa ponderare quel che gli dico, dando il giusto peso alle mie, a volte, inutili paturnie.

Mancano tre settimane alla maratona di Valencia, l’ultima gara di questo 2023. Sono motivata e ho una dannata voglia di correre questi 42 chilometri e 195 metri senza riserve. Ma sono anche stanca. Mi alleno senza soluzione di continuità da quest’estate, quando ho iniziato la preparazione per la maratona di Berlino. Nessuno mi ha costretto né mi costringe ad allenarmi e correre una maratona dietro l’altra. Lo faccio perché mi piace. Ma come un bambino goloso di caramelle, se ne mangia troppe tutte insieme deve fare i conti con un possibile mal di pancia io devo fare i conti con la stanchezza fisiologica che ho accumulato nel corso delle settimane e dei mesi.

Dopo Berlino, d’accordo con Matteo, abbiamo scaricato prima di riprendere gradualmente gli allenamenti per Valencia. Senza avere fretta ho seguito gli allenamenti che mi venivano dati, senza strafare né accelerare i tempi. Ho aspettato di tornare a sentire le gambe. Ho aspettato di tornare ad avere sensazioni positive durante la corsa, con passo svelto e gambe leggere. E invece mi sento sempre un po’ affaticata, con gambe pensanti che devo trascinare. Faccio fatica, più di quella necessaria.

Non ne faccio un mistero con Matteo. Sarebbe controproducente nascondergli come mi sento. Come se non bastasse nell’ultimo periodo ho fatto i conti con tosse e raffreddore che non hanno contribuito a rafforzarmi.

Cerco di dormire almeno 7 ore per notte, quando riesco anche 8. Cerco di immagazzinare energia dal cibo che mangio. Cerco di accettare il fatto che possa essere stanca.

Fermarmi non risolverebbe nulla, al contrario aggiungerebbe nervosismo alla stanchezza. Devo familiarizzare con questa sensazione che non mi rappresenta.

Mi sento decisamente più in linea con il titolo del libro di Pietro Trabucchi, Resisto dunque sono. Libro che, indovinate un po’, mi ha consigliato Matteo. Così come prima della maratona di Londra mi ha suggerito di guardare il documentario di Alex Schwazer e di prendere spunto da come Alex abbia affrontato il periodo che ha preceduto le Olimpiadi di Rio, a cui poi non ha preso parte.

Sono stanca ma so che passerà. Domenica ho l’ultimo lungo, o il primo a seconda dei punti di vista, della preparazione per Valencia. Non mi sento ancora carica ma c’è ancora tempo.

Devo mantenere bene a fuoco l’obiettivo e tenere duro. Non sarà facile portare a casa un altro buon tempo ma se ci saranno le condizioni ci proverò. È questo che ci siamo detti con Matteo. Non abbiamo nulla da perdere e dobbiamo andare a correre senza pressioni. Quest’anno il nostro lo abbiamo già fatto.

Non sarà facile ma correre una maratona non è mai un compito facile. Altrimenti farei altro. Quello che devo fare è semplicemente continuare a fare quello che sto facendo, senza pressioni. Presentarmi alla starting line carica di cazzimma e correre ricordando che sarò esattamente dove desidero a fare ciò che desidero: correre.

P.S. A fine pezzo mi sento già un po’ più leggera, come se parte di questa maledetta stanchezza fosse rimasta intrappolata nelle mie parole, ma soprattutto ho sentito nello scrivere le ultime frasi crescere dentro di me quell’adrenalina che il giorno della maratona so mi accompagnerà lungo tutto il percorso. Visti i benefici mi domando perché non abbia scritto questo pezzo prima!

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