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Il bisogno di tornare a correre, il mare e le nuove Brooks Glycerin 17

È stato strano riprendere a correre dopo i 100 km del Passatore. Dopo una settimana di attività alternative, in particolare pilates e nuoto, oltre che di riposo, lunedì 3 giugno ho sentito l’impellente bisogno di ricominciare a correre.

Di prima mattina ero già sul lungomare di Loano, cittadina ligure in cui mi sarei fermata per una settimana di vacanza. Nonostante mi sia fatta vedere sempre attiva ed energica, nei mesi passati ho accumulato parecchia stanchezza. Approfittando del fatto che in questo periodo avrei festeggiato il mio compleanno, come luogo della mia “rinascita” ho scelto una destinazione marittima. Amo il mare e amo come riesca a farmi sentire in pace con il mondo.

Ho azionato il gps e sbilanciando il corpo in avanti ho messo un piede davanti all’altro, aumentando sempre più il ritmo, fino a raggiungere un’andatura comoda da mantenere: stavo di nuovo correndo. Cercavo di ascoltare le sensazioni che mi trasmetteva ogni mia singola parte del corpo, a partire dalle spalle, le braccia, la schiena, l’addome per poi scendere alle ginocchia, gli stinchi, i polpacci e infine focalizzando l’attenzione sull’impatto del piede con l’asfalto, nella transizione tallone – punta.

Ai piedi calzavo le nuove Brooks Glycerin 17 a cui ho deciso di affidarmi in questo delicato periodo di ripresa. Mi sono lasciata convincere dalla frase con cui il brand le ha presentate, ovvero come le scarpe che “avrebbero trasformato l’asfalto in morbidi cuscini”. Di primo acchito potrebbe sembrare un’affermazione esagerata che tuttavia assume un significato concreto mettendole alla prova. L’ammortizzazione che offrono è massima, così come il senso di comfort e morbidezza che assicurano falcata dopo falcata. Dopo i 100 km i miei piedi e le mie ginocchia non potevano che ringraziare tutta questa ammortizzazione, resa possibile grazie al sistema integrato di schiuma, aria e gomma, in una parola la tecnologia DNA-LOFT, di cui avete già letto qui quando vi ho parlato delle Brooks Tanscend 6.

Come ciascuna delle fate madrine della Bella Addormentata nel bosco ha fatto un dono alla principessa Aurora, così ciascuno degli elementi che costituiscono il DNA-LOFT ha conferito una caratteristica diversa alle Glycerin 17: la schiuma le ha dato l’ammortizzazione, l’aria l’ha resa leggera e la gomma, proteggendo l’intersuola, ha fatto in modo di rendere l’ammortizzazione inesauribile anche con il passare dei km, garantendo la massima performance per tutto il corso di vita della scarpa.

Dopo aver “maltrattato” i miei piedi per quasi 12 ore e averli dovuti curare per giorni dalle vesciche che ne erano derivate, ero in debito con loro di un grandissimo favore. Quale occasione migliore per sdebitarmi se non correre con delle scarpe così comode da sembrare cuscini indossati ai piedi?

Inutile dirvi che dopo la corsa del lunedì mattina sono uscita a correre anche martedì, mercoledì, giovedì, insomma, ho corso tutti i giorni, cercando di volta in volta di aumentare il ritmo, senza però eccedere con i km. Forse ho esagerato, forse potevo riposare di più, in fondo ero pur sempre in vacanza. Il fatto è che alla fine di ogni allenamento ero felice, e la giornata partiva con una marcia in più. Perché privarmi di ciò che mi fa star bene?

Archiviata l’esperienza dei 100 km mi sento pronta, fisicamente e psicologicamente, per programmare le prossime sfide e i prossimi obiettivi, a breve e lungo termine. In questo senz’altro il mare mi ha aiutato, come lo hanno fatto anche le Glycerin 17, insieme alle quali prevedo farò molta strada.

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La mia 100 km del Passatore
Correre per viaggiare o viaggiare per correre?

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