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Urban Night Trail dei 1000

Quando due amici, Ale e Ste, anche conosciuti come #iMinchions, mi hanno proposto un Urban Trail di 12 km con 500m di dislivello da correre a Bergamo nel tardo sabato pomeriggio, ho presagito subito che ci sarebbe stato da divertirsi e non ci ho pensato due volte, mi sono aggregata al mitico duo.

L’Urban Night Trail dei 1000 è una gara non competitiva che rientra nel circuito della Bergamo City Run che prevede un intero week end di corse, inaugurato nella giornata di sabato con l’Urban Night Trail per poi proseguire la domenica con altri tre appuntamenti: la 10K dei Mille, la Half Marathon dei Mille e la Relay 3x7K dei Mille, una mini staffetta in cui tre runner si dividono il percorso della mezza maratona dandosi il cambio l’un l’altro.

Chi mi conosce sa quanto mi piaccia correre sulle strade asfaltate (cosa ci si può aspettare da una milanese?) ma non per questo mi privo del piacere di provare percorsi diversi, come in questo caso, dove poter alternare tratti di corsa in città con altri su pavé, ciottolato, sterrato, per non parlare dei gradini, sia da scendere che da salire.

La partenza era prevista alle ore 18 da Bergamo bassa. Come nella peggiore delle ipotesi a pochi minuti dallo start si è messo a piovere. Non amo correre sotto la pioggia ma me ne son dovuta fare fin da subito una ragione: ero lì per divertirmi, e non sarebbero state quattro gocce di pioggia ad impedirmelo.

In realtà sono scese un po’ più di quattro gocce, perché le strade erano già piene di pozzanghere e il porfido del centro storico era diventato leggermente scivoloso, specialmente nel primo tratto di salita che mi ha colto di sorpresa e con cui mi sono letteralmente scontrata. Cercando di tenere il ritmo, accorciando i passi, con lo sguardo rivolto verso il basso ho affrontato il primo ostacolo. La scalata verso Bergamo alta era appena iniziata.

Dopo una breve tregua si è riproposto un altro tratto in salita seguito da una discesa a zig zag tra le vie della cittadina quasi deserta, illuminate dalla fioca luce dei lampioni, resa ancor più soffusa dalla leggera nebbiolina che avvolgeva la città alta. L’alternanza di sali e scendi è stata una costante di tutta la gara, intervallata dalla presenza di scalinate più o meno lunghe, che hanno creato un po’ di ingorgo man mano che i runner vi si avvicinavano, momenti di cui ho approfittato per riprendere un po’ di fiato.

E’ stato allora che ho avuto il flashback di un tratto della Monza Resegone in cui da Caloziocorte, dopo più di 30 km, bisogna salire numerose gradinate per raggiungere Erve. Non saprei dire cosa mi abbia fatto tornare indietro a quel momento, forse il buio che mi circondava, oppure la presenza di questi ampi gradoni in pietra.

Persa tra i miei pensieri sono stata riportata bruscamente alla realtà dalla visualizzazione di un tratto di strada completamente immerso nel buio che ci avrebbe allontanato dal centro abitato per condurci lungo un sentiero. La terra si era completamente trasformata in fango, in cui ci si doveva destreggiare per procedere senza cadere né scivolare, cercando di illuminare il percorso con la propria luce frontale, l’unico elemento obbligatorio per poter partecipare alla gara.

Ad ogni passo portato a termine mi congratulavo con me stessa per essere rimasta in piedi, perché fare un bagno di fango non era esattamente nei miei piani. Ale è stato un po’ meno “fortunato”, non è caduto, ma nel procedere si è ritrovato con un piede scalzo, lasciandosi la scarpa alle spalle risucchiata dal fango.

La visibilità era veramente limitata, praticamente stavo brancolando nel buio, senza sapere esattamente dove stessi appoggiando i piedi. E ad un tratto mi sono ritrovata di nuovo a correre sull’asfalto, per di più in discesa. La combo perfetta.

Dopo un breve tratto lungo le storiche mura venete di Bergamo, da cui purtroppo, a causa del brutto tempo, non si è potuto godere del panorama della città vista dall’alto, e un suggestivo passaggio in uno stretto corridoio con ripidi scalini, è iniziata la discesa verso la città bassa.

L’impegno che ci vuole nel correre in discesa non è da sottovalutare, richiede tanta forza e tecnica quanta quella che si impiega in salita. Mi sono vista superare in discesa da runner che avevo a mia volta superato in salita, e lì ho capito che forse avrei bisogno di qualche dritta in più per fare in modo di essere più efficiente anche nella fase di discesa.

Pur trattandosi di una corsa non competitiva a me non andava di essere stata superata, così mi sono messa all’inseguimento dei runner che mi avevano fatto mangiare la polvere. L’ho presa come un gioco, in cui a tratti superavo ed ero a mia volta sorpassata. I negozi, le persone sui marciapiedi e la voce dello speaker in lontananza erano segnali che il traguardo era vicino.

Ho dato gas alle gambe e ho iniziato ad accelerare, proprio come mi era successo alla Clusone-Alzano Run lo scorso ottobre. Ho superato il primo runner, poi il secondo e per finire anche il terzo, in una volata finale degna di nota, che non è passata inosservata nemmeno agli occhi dello speaker che mi si è avvicinato chiedendomi impressioni a caldo sulla gara.

È stata una bella corsa su un bel tracciato, da non sottovalutare perché risulta essere più impegnativo di quanto ci si possa aspettare da un Urban Trail. Sicuramente mai noioso per i continui cambi di percorso da correre per di più immersi nel buio della sera, con l’unico ausilio della propria torcia frontale che rende l’evento ancora più particolare. In fin dei conti la pioggia non ha impedito il divertimento, e l’Urban Night Trail dei Mille si è rivelato un bel modo di trascorre un sabato sera alternativo, oltre che essere stato un ottimo allenamento da segnare in tabella!

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Una ne penso e… 100km corro. Il desiderio di correre un’ultramaratona
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